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Come proteggere la propria Musica col copyright

in how to, 07/05/2011

Avete composto la hit del secolo e temete che qualcuno ve la soffi spacciandola per sua? È il momento di entrare nel mondo del diritto d’autore. E le buone notizie sono addirittura due: per farlo non dovete imparare il burocratese, ed avete diversi strumenti a disposizione.

Prima di cominciare, una precisazione: in Internet esistono diverse miliardi di canzoni, di cui diverse milioni totalmente gratuitie e copiabili. La circolazione di materiale audio è talmente vasta e condivisa a livello mondiale, che la possibilità che il grande artista di turno venga a rubarvi un pezzo sono piuttosto basse. E se siete ancora degli emergenti, un furto celebre forse potrebbe essere anche una buona occasione di pubblicità e fama, perchè no.

Detto questo, nulla vieta di essere scrupolosi e mettersi al sicuro. Vediamo come.

Busta e ceralacca oldschool

La prima soluzione è banale, ma molto diffusa. Registrate il vostro brano di tutto punto, quindi copiatelo su uno o più supporti di qualità (CD, DVD o Blu-Ray, per esempio), infilatelo in una busta e, per completare scripolosamente l'opera, magari sigillatelo con ceralacca. Poi inviatelo tramite raccomandata con ricevuta di ritorno a… voi stessi, chiedendo magari che sia apposto il timbro di data certa sulla linguetta. Quando riceverete la busta, NON apritela e conservatela in un posto sicuro. Se mai una rockstar dovesse copiarvi quel brano, potrete aprire la busta di fronte ad un giudice, dimostrando di averlo composto prima. Non si tratta di una prova che mette al riparo al 100%, ma le vostre possibilità di vittoria nella causa di risarcimento sarano altissime.

Garanzia digitale

Se volete qualcosa di più formale, rivolgetevi ad un servizio di registrazione online per il brano. Funzionano in modo semplice ma efficace: di fatto, si acquista (per qualche euro) il diritto a caricare le opere in un sito protetto, contrassegnandole con la data di upload e certificandole. Così, in caso di problemi, il sito testimonierà quando hai caricato il brano nei suoi server. Uno dei migliori servizi è offerto da MCA, disponibile anche per i cittadini della Comunità Europea. Per 7,35 euro potrete caricare un file audio a scelta, con protezione garantita per cinque anni. Avrete così tutto il tempo e la serenità per pianificare lo sbarco in classifica.

La SIAE

Per chi lo desidera, c’è una soluzione più tradizionale, “vecchia” per qualcuno, ma ancora la più utilizzata in Italia: rivolgersi alla SIAE. Non serve però diventare iscritti o addentrarsi nelle procedure machiavelliche di un tempo. Il sito (www.siae.it) dispone di tutti i moduli necessari e, soprattutto, è possibile depositare un solo brano, anche senza associarsi. In questo caso, però, si paga un po’ di più: 130 euro a canzone. Associarsi alla SIAE è necessario solo nel caso in cui le si affidi il compito di raccogliere gli introiti dei vostri diritti d'autore, ma, nelle prime fasi di una carriera, spesso gli importi sono prossimi allo zero.

Le licenze creative

Se siete proiettati al futuro o se comunque non volete trarre subito profitto dalla vendita dei brani, esistono le Creative Commons (http://www.creativecommons.it/), una serie di licenze con cui l'autore dell'opera dichiara l'utilizzo che gli altri possono farne. L’idea di adottare una forma di copyright libera è ottima se avete intenzione di diffondere in modo virale la vostra musica, a scopo promozionale. In alcuni paesi rappresentano anche un vincolo legale, in Italia non c'è ancora una giurisprudenza certa, anche se cominciano ad essere riconosciute ufficialmente.

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