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Il gran finale al Rock 'N Roll di Milano

in live report, 30/01/2012

Festa doveva essere e festa è stata. Il 26 gennaio, al Rock 'N Roll di Milano è andato in scena l'epilogo della quarta edizione di Edison Change The Music: sul palco tutte le band vincitrici.

Il palco del Rock'n'Roll l'avevano già affrontato a ottobre, quando avevano sfidato gli altri finalisti per cercare di convincere la giuria di meritare la vittoria nella propria categoria. Le band erano reduci da un'estenuante selezione tra oltre 700 iscritti. Una sana competizione alla ricerca di buona Musica. Adesso, invece, tutto è più sereno. Festa doveva essere e festa è stata. I gruppi vincitori delle tre categorie del contest di Edison Change The Music, i vincitori del premio della giuria e del contest speciale di Bon Jovi: tutti insieme, per una sera, per chiudere un'edizione da record di Edison Change The Music.

Ad aprire i live ci pensano i Betta Blues Society, con il loro stile elegante e suadente. Le note del contrabbasso scivolano sinuose e ricamano l'atmosfera per l'unico set della serata che non punta su elettricità e potenza. Splendida voce, grande compattezza nei suoni, approccio romantico e sopraffino. Chi è sotto il palco si lascia trasportare, accogliendo uno spettacolo fatto da musicisti eccellenti, con una presenza scenica da band navigata ed una scaletta di canzoni convincenti. Un viaggio in quel luogo immaginario in cui il blues incontra la canzone d'autore, trascinando con se la poesia. Facile sperare che di concerti in giro per l'Italia ne facciano ancora tanti, anche in club importanti.

A riportare il furore sul palco sono i Denimor, con la loro aggressività strumentale e la loro grottesca e coinvolgente attitudine circense. Se prima c'era un incanto quasi sospeso, adesso tutto prende una consistenza diversa: la chitarra si fa grossa, il basso nervoso, il ritmo incessante, la voce schizza in ogni dove. Uno show dell'assurdo, fatto di musicisti in maschera e grande istrionismo. Una tendenza al crossover con forti tinte melodiche, arricchito da uno spirito clownesco e stravagante. Sul palco del Rock'n'Roll danno vita ad uno spettacolo musicale che sfiora la rappresentazione teatrale. Pubblico coinvolto e chiamato a più riprese a partecipare. Animali da palcoscenico, con ancora grandi margini di crescita. Parecchi palchi avrebbero bisogno di concerti come il loro.

Che il leit motiv della serata sia un continuo stravolgimento di atmosfere diventa chiaro quando i Gesamtkunstwerk attaccano chitarra, basso, computer portatili, decine di manopole, effetti di ogni tipo e installazioni video. Un concerto stracarico di elettricità, tra bordate electro, stimoli dance, ghirigori destrutturati ed istinti al limite dell'hard core. I musicisti romani hanno convinto la giuria ad assegnar loro un riconoscimento speciale, che si concretizza in un viaggio a Londra, in un locale di Brick Lane. Il loro live è devastante e violento, con forti suggestioni visive, ma nel quale strisciano anche momenti di melodia. A Londra ci sarà da divertirsi.

Cambio palco e di nuovo cambio di scenario. I visual e le sperimentazioni electro lasciano il campo al rock duro e puro. Quello dei Flemt. Musicisti navigati e di lungo corso, che grazie ad Edison Change The Music hanno celebrato tanti anni spesi ad imbracciare strumenti. Sono reduci, infatti, dal concerto della vita in apertura a Bon Jovi a luglio 2011. Un'esibizione di fronte ad uno stadio stracolmo. Lo ammettiamo: eravamo tutti un po' preoccupati da come si sarebbero comportati, ma le immagini di quel concerto parlano chiaro. 40.000 persone a battere le mani durante la loro esibizione ed i complimenti finali dal management di Bon Jovi. Arrivano ora al Rock'n'Roll con i loro cd freschi di stampa, con un retrocopertina che testimonia il concerto allo stadio di Udine. La musica dei Flemt è puro hard-rock che pesca a piene mani dalla tradizione del genere. Canzoni colme di energia, melodie dritte e pulite, cambi di ritmo, assoli, vocalità coinvolgente, cori, ritornelli. Tutto secondo manuale, con padronanza del palco, faccia tosta, semplicità e buone idee.

La chiusura della serata spetta ai più giovani: i Musicanti di Grema. Talenti puri, con un potenziale enorme ed una consapevolezza adulta. Cantano di feste andate male, amori complicati e momenti esistenziali, trasformando dettagli del vivere quotidiano in sorta di fiabe cantautorali. Una narrazione dalle forti tinte pop, arricchita da una curiosa varietà strumentale, nella quale si alternano momenti di stravagente melodia e sospensioni da pura canzone d'autore. Poco prima di salire sul palco, viene comunicato un aneddoto importante: una loro canzone, "Gennaio '99", che narra del funerale di Fabrizio De Andrè, è giunta alle orecchie di Dori Ghezzi, scatenandone la commozione. Ulteriore conferma, questa, della grande ispirazione di questa band giovanissima, ma con una scrittura già matura ed un approccio al live intrigante e, a tratti, entusiasmante. Da tenere d'occhio per l'immediato futuro.

La serata si chiude con una certezza: la musica in Italia è viva e merita spazio. Otto mesi e 721 band dopo, la quarta edizione di Edison Change The Music è ufficialmente conclusa, ma lascia qualcosa di importante. 

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