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Salerno suona

in band reviews, 26/07/2011

Quando si è vicini a una grande città, il rischio è che tutto venga fagocitato da locali e proposte del centro più grande. Cinquanta km sono pochi, eppure Salerno è riuscita negli anni a creare una scena musicale ampia e variegata, capace di staccarsi dalle influenze e dalle dimensioni di Napoli.

Anche oggi, la città è viva e presenta generi e stili diversi. C'è tanto rock, come sempre, con una buon percentuale di cattiveria e toni metal. Ma c'è anche tanto pop. Quello semplice e lineare degli Alibia (nella foto), ad esempio, che è riuscito a farsi breccia fino ad una audience nazionale. Oppure c'è spazio per qualcosa di più ricercato e fantasioso, partito dagli strumenti giocattolo e arrivato a un progetto serio e professionale come quello di Denise, ragazza prodigio e protetta di un nume della musica italiana come Gianni Maroccolo. La carovana di Edison Change The Music riprende il suo viaggio. La tappa di oggi è Salerno, per una rapida esplorazione del territorio. Vi presentiamo una decina di band. Come sempre, è solo un assaggio.

Chitarre pesanti e riff affilati e potenti. Questo e tanto altro della tradizione hard rock troverete nei pezzi dei Circle of Witches. Perché voler rivoluzionare quando la lezione classica è ancora così attuale ed efficace?

A volte, non c'è nulla di meglio di un bel rock di stampo americano. Se poi la lezione a stelle e strisce si sposa con la storia del rock italiano anni '90, quello che si ottiene è di sicuro interesse. Non è un caso che gli Ananda abbiano preso con forza questa strada.

Diciamocelo, il nome non è esattamente dei più belli. Per fortuna i Salottica riescono a convincere con il loro rock in italiano, leggero e senza pretese. Sottovalutarlo, però, sarebbe un peccato.

Cavalcate metal e hard rock per i Blakie Horror & The Monkeys Show. Voce roca che bercia sgraziata per completare un perfetto quadro di musica di genere, con tutte le caratteristiche al posto giusto.

24 Hours. Ovvero musica tutto il giorno. Musica rock che passa dall'aggressività alla dolcezza nel volgere di una canzone. La voce spazia tra italiano e inglese, per un risultato in costante evoluzione.

A volte il nome trae in inganno. Perché se qualcosa è certo è che i Captain Swing tutto fanno, tranne che tenere fede al proprio nome. Il loro è un rock ritmato e accattivante, che tiene alta la tensione e fa esplodere nei ritornelli la voglia di urlare e ballare.

Fucksia. Non male il gioco di parole, come niente male sono i pezzi di questa band che sa fare dell'elettronica interessante e ben calibrata. Sonorità rarefatte e sospese, che creano sensazioni sia di disagio che di tranquillità. E si sa, il fatto di creare contraddizioni è sempre una medaglia da appuntarsi sul petto.

I Valium non pensano certo ad addormentare il proprio pubblico. L'effetto, anzi, è esattamente il contrario. Chitarre in evidenza e cantato in italiano per un pop-rock agile e leggero, che sa come impressionare.

Rapide scariche chitarristiche alternate ad atmosfere sospese. Ascoltate "Ten" dei Crawler e vi troverete in uno spazio schizofrenico, che unisce quiete e profonda irrequietezza.

Finiva il secolo breve e la musica di sottofondo era di sicuro del post-rock. L'epoca d'oro di questo genere è passata con il transito agli anni 2000, ma la passione de La sindrome di Cassandra non si è certo esaurita. La strada, per loro, è quella.

Il nome Maybe I'm... esprime incertezza. La loro musica, invece, sa bene dove andare a parare. Un rock che recupera le radici blues e si spruzza di schizzi di onde surf per un equilibrio difficile da spiegare, ma affascinante da ascoltare.

Pop di qualità. Dovrebbero bastare queste parole per inquadrare il lavoro dei Da'Namaste. Una voce che ricorda Carmen Consoli, trame musicali raffinate ed eleganti. Un semplicità e una capacità di trovare misura e tono da ammirare.

Il rock e il pop. Uniti per una miscela power che cattura e non lascia scappare. I Picnic guardano ai REM e ai Pixies, per mettere insieme musiche e testi avvincenti e mai banali.

Gli Audarya hanno scelto di prendere due elementi ben precisi e di unirli con grande attenzione: chitarre arrembanti e una voce femminile capace di aprire mondi nuovi e inattesi. Facile da dire, difficile da mettere in pratica. Provare per credere.

 

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